
Fioritura della lavanda 2026 a Santa Luce con l’agriturismo Podere Mandriato
Fioritura della lavanda 2026 a Santa Luce con l’agriturismo Podere Mandriato Chi conosce Vacanze Sportive Toscana lo sa bene: non
Era da tempo che volevamo salire sulla cima del Monte Capanne, il punto più alto di tutta l’Isola d’Elba. Per noi che abitiamo a Piombino, arrivare dall’altra parte del canale è davvero semplice e veloce. In un attimo siamo arrivati al porto, abbiamo imbarcato l’auto e con noi c’era il nostro cane Tino, compagno inseparabile di avventure.
Arrivati a Portoferraio, ci siamo diretti verso l’Agriturismo Casa Marisa, in località Schiopparello, di proprietà di Eugenio Anselmi, esperto giardiniere che ha trasformato questo posto in un luogo immerso nel verde e nel silenzio.
Dopo un veloce check-in, ci siamo accomodati nell’appartamento Vermentino che ci era stato riservato. Avendo una splendida vista esposta a ovest sui filari di vite e sull’uliveta, già pregustavamo il tramonto che ci saremmo goduti al nostro ritorno la sera stessa.
Su suggerimento dello stesso Eugenio, grande conoscitore del territorio, invece di fare il classico trekking che parte da Marciana Alta (da cui inizia anche la cabinovia), siamo saliti in auto dal versante che sale da Sant’Ilario verso il parcheggio del Monte Perone.
Qui si incontrano diversi ruderi storici di grande fascino, come la Pieve di San Giovanni in Campo e la Torre di San Giovanni. Da questo punto era possibile raggiungere il Monte Capanne (seguendo la rotta della GTE Nord, sentiero 101), Pomonte (GTE Sud), Colle Reciso e Monte Castello.
L’aria era fresca e carica del profumo della pineta. Dopo una salita di “riscaldamento” nel bosco di conifere e castagni, siamo arrivati alla vetta del Perone (630 m s.l.m.). La camminata si è sviluppata all’interno del Santuario delle Farfalle, dedicato alla naturalista Ornella Casnati.
Da qui abbiamo goduto fin da subito di meravigliosi panorami:
Il trekking è classificato come EE (Escursionisti Esperti), per via dei passaggi rocciosi esposti. Salendo verso il Passo delle Filicaie (detto anche Malpasso), il paesaggio cambiava drasticamente: gli alberi lasciavano spazio alla roccia nuda.
Dalle Filicaie, per raggiungere la vetta, abbiamo imboccato il sentiero 101. Anche se il dislivello netto sembra inferiore, i continui saliscendi portano il dislivello reale a circa 500-550 metri. I cartelli indicavano 2 ore, ma tra la pendenza e le foto, noi ci abbiamo messo oltre 3 ore. Ovviamente i tempi si allungano con il cane: il nostro Tino è in forma, ma ha pur sempre 10 anni!
L’ultimo tratto è quasi verticale sui sassi: un vero labirinto di blocchi di granito (macei) che richiede l’uso delle mani. In questo tratto abbiamo ammirato la lavanda selvatica nel pieno della fioritura: una sorpresa profumata e meravigliosa tra le rocce.
L’arrivo in cima è stato spettacolare: un balcone sospeso sul Mar Tirreno. Si riuscivano a vedere chiaramente i confini dell’Elba, Pianosa, Capraia, Montecristo e il Giglio.
La vista era impareggiabile. Ci siamo immaginati come sarebbe con la tramontana che pulisce l’aria o con il sole che sparisce in mare al tramonto… il suo fascino resterebbe immutabile in ogni scenario.
Tornati al parcheggio del Monte Perone, ci aspettavano 40 minuti di auto verso l’Agriturismo Casa Marisa, per goderci il tramonto tra le vigne. È stata una giornata indimenticabile anche per Tino. Le camminate e la fatica sono il nostro ambiente naturale.
Per chi volesse portare il proprio cane: ricordate che serve agilità. Il terreno roccioso è molto abrasivo per i polpastrelli: portate sempre molta acqua e controllate le zampe dei vostri compagni!

Dopo la polvere e la fatica del sentiero, c’è un posto dove il tempo sembra fermarsi davvero. Scopri la nostra recensione dell’Agriturismo Casa Marisa: l’accoglienza di Paola ed Eugenio, il loro curatissimo giardino e la magia di un tramonto tra le vigne di Schiopparello.

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